Associazione Socio - Culturale

News 2007

News aggiornate a:  Tuesday, 10 November 2009

Gli articoli sono tratti dalla Gazzetta del Mezzogiorno, dal Quotidiano della Basilicata, dal portale internet Basilicatanet

Affari sporchi - 18/19 Luglio 2007 - VIGGIANO - C’è il presidente della giunta regionale Vito De Filippo, l’assessore ai lavori pubblici della Provincia Pasquale Robortella, il rettore del santuario di Viggiano don Paolo Ambrosio e il vescovo di Potenza Agostino Superbo, i sindaci, i tecnici amici, i dirigenti di Acquedotto lucano e della Comunità montana. E’ la «fitta rete», così la chiamano i carabinieri, su cui può contare il sindaco Giuseppe Alberti, ingegnere quarantenne. Lui, il primo cittadino più invidiato d’Italia, grazie alle royalties che portano fiumi di soldi nelle casse comunali, è secondo i carabinieri «il perno centrale di un sistema affaristico e clientelare» sul quale ha messo le mani la procura. Il sostituto procuratore Ferdinando Esposito è un magistrato giovane, ma che sa il fatto suo. E’ arrivato due anni fa da Napoli e tra le sue frequentazioni ci sono due pm esperti: Vincenzo Montemurro ed Henry John Woodcock. E lui, uno dei pupilli di Giuseppe Galante, l’ex capo della procura che si è lasciato decadere dopo l’inchiesta della procura di Catanzaro sul “comitato d’affari”, si è messo subito a lavoro. Ha riunito cinque fascicoli che apparentemente erano scollegati e delegato i carabinieri della compagnia di Viggiano per le indagini. Il tenente Luigi Salvati Tanagro comanda il nucleo operat ivo radiomobile della compagnia di Viggiano. Può contare su pochi, ma valenti uomini, che oltre a controllare il territorio trovano il tempo di ascoltare le telefonate dei sindaci coinvolti nell’inchiesta e le chiacchierate negli studi professionali dei tecnici indagati. IL TELEFONO CHE SCOTTA Alberti è un sindaco che usa molto il cellulare. I carabinieri hanno riempito pagine e pagine con le trascrizioni delle sue telefonate. L’informativa è stata poi consegnata al magistrato. E’ così che l’hanno sentito concordare con il suo assessore Vincenzo Bello «a chi assegnare un incarico professionale di natura legale, non per professionalità ma per puro interesse personale». «Un chiaro eccesso di potere », lo chiama il tenente. E’solo una delle ipotesi di abuso d’ufficio scoperte. Ha un altro tenore, invece, la telefonata con l’assessore Domenico Bonaduce. Lì, secondo i carabinieri, il sindaco «manifesta un chiaro atteggiamento dominante». Parlando di un tecnico dice: «Gli faccio fare la revoca dell’incarico », sostituendosi di fatto - è la valutazione degli investigatori - al dirigente comunale preposto. Poi, “sconsiglia” ai giornalisti di occuparsi della Fondazione Mattei. A telefono con Edmondo Soave del Tg3 Basilicata «assume un comportamento riottoso e preoccupato». E ancora: «Raccomanda un amico «per un lavoro a termine alla Poste», chiama il presidente di Acquedotto lucano e «fa esplicito riferimento a “fiumi di denaro” nel territorio da lui governato», parla con il parroco don Paolo Ambrosio di un «consiglio» ricevuto dal vescovo di Potenza Agostino Superbo e «concorda la condotta illecita da mantenere - si legge nell’informativa - per la sistemazione dei locali destinati alla futura Fondazione Mattei». I locali sono di proprietà della Chiesa. Secondo i carabinieri «sono stati verosimilmente già erogati fondi senza titolo ». «Impone la firma di progettazione e collaudo ai dirigenti dell’area urbanistica su un progetto fatto da lui e finanziato». E parlando con un dipendente dell’ufficio tecnico dice: «Io ho fatto il calcolo del muro, i disegni e la relazione, adesso te li faccio portare dal mio collaboratore, se poi devi cambiare qualcosa glielo dici tu o passi per il mio studio. Viene circa 10.000 euro ». Problemi per il progetto delle facciate a costo zero? Nella commissione c’è l’ingegner Michele De Falco (collaboratore dello studio “Politecnico Srl”. Lì prestano attività professionale anche gli ingegneri Michele e Francesco Mazza). Le telefonate tra i due sono continue. CORRUZIONE SPA Alla corruzione i carabinieri dedicano un altro capitolo. E raccolgono materiale sui lavori pubblici. Sentono il sindaco Alberti che si dà da fare con il suo collega sindaco e ingegnere Michele Mazza, con l’architetto Luigi Panbianco, l’ingegnere Nicola Nigro, l’architetto Remo Votta, l’ingegnere Claudio Silvino e la società Carlomagno costruzioni di Lauria per la costituzione di un’associazione temporanea di professionisti e per la direzione e l’esecuzione di lavori pubblici per la sistemazione di una strada provinciale. Per verificare quello è accaduto il pm ha disposto il sequestro della documentazione. Ma mentre il sindaco si prodiga per la macchina amministrativa e per i suoi “amici” si accorge di avere un problema: la convenzione tra l’ingegnere Giovanni Dammiano (dipendente del Comune di Marsicovetere) e il suo Comune sta per scadere. A quella convenzione proprio non può rinunciare. E allora chiama il presidente della giunta regionale. Gli chiede di intervenire su un certo Cantiani, «verosimilmente - secondo i carabinieri - il dottor Sergio Cantiani, assessore comunale di Marsicovetere». De Filippo risponde: «Cosa devo fare, chiamare Cantiani? Adesso lo chiamo subito». «Un comportamento illecito», quello del sindaco, scrivono i carabinieri. «Abuso e concussione», sono le ipotesi di reato. L’ingegner Dammiano in quel momento ha, tra i tanti, un lavoro in sospeso al quale il sindaco sembra tenere in modo particolare: quello della stradina che porta alla chiesa interdetta e abbandonata di Santa Maria della Pietra. I ruderi sono vincolati dalla soprintendenza. E’ su uno strapiombo che si affaccia sul torrente Casale. I due ne parlano a telefono. Il sindaco: «Ma noi approvammo in giunta quella cosa, la stradina di accesso a Santa Maria della Pietra?». Dammiano: «La stradina d’accesso, sì, sì. L’abbiamo mandanta anche alla soprintendenza... ma la teneva Nicola. Per altro io parlai anche con Galante (Giuseppe Galante, ingegnere, project manager del Pit Val d’Agri ndr). Per dirglielo, perché siccome loro avevano fatto un sopralluogo... insieme a Spaziante (Michele Spaziante, coordinatore dell’ufficio vincoli della soprintendenza ndr). Quindi già l’avevano visto, per cui... ritengo che non ci dovrebbero essere problemi». I due continuano a parlare della stradina. L’ingegner Dammiano spiega sindaco: «...quella strada là non si può neanche arrivare, e... visto che l’importo è... comunque sotto i centomila euro. Se lui è disponibile glielo affidiamo direttamente a lui». Il 25 giugno, due giorni prima delle perquisizioni nei municipi di Viggiano, Marsicovetere, Grumento e Tramutola, il tenente Luigi Salvati Tanagro chiude l’informativa che «fa seguito alle precedenti note del reparto operativo del comando provinciale di Potenza e delle stazioni di Grumento e Tramutola ». «Le risultanze emerse - comunica il tenente - hanno certamente confermato e avvalorato le ipotesi investigative, focalizzandosi le stesse su chiari meccanismi di tipo clientelare». Lo scenario criminoso? Per i carabinieri è «di tipo associativo». VIGGIANO - «Ruolo di potere», «interessi», «modello clientelare». E’ l’ambiente in cui stanno cercando di entrare i carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Viggiano. Così in un’informativa definiscono l’inchiesta sugli affari sporchi della Val d’Agri. «Il sistema di gestione della cosa pubblica è di modello clientelare». E ogni ipotesi di efficienza «è di fatto accantonata», scrivono
i carabinieri. Ma cosa accade in Val d’Agri? Secondo i carabinieri gli indagati «sono legati dallo scambio tra le risorse possedute dagli amministratori, che si impegnano a usarle in modo da favorire o non ostacolare il cliente ». La contropartita offerta «è in termini di disponibilità e uso del voto in conformità alle indicazioni ricevute». E così i lavori pubblici finivano nelle mani degli amici. LA ROTATORIA L’assessore Domenico Bonaduce, ingegnere, chiama il sindaco Giuseppe Alberti, i g n e g n e r e . Vuole parlargli del «gruppo della rotonda (una rotatoria da costruire tra viale Rinascita e via Croci Petrone a Viggiano ndr)». «E chi è il gruppo della rotonda?», chiede il sindaco. E l’assessore: «Di Mazza (presumibilmente scrivono i carabinieri - si tratta dello studio Politecnico Srl con sede a Villa d’Agri. Fa capo al sindaco di Marsicovetere ndr). Alberti: «Ma loro già la fecero questa cosa». L’assessore replica: «Visto che loro devono lavorare sul progetto definitivo, devono fare i rilievi molto più accurati, io ho detto fate un bel rilievo dello stato attuale, con i marciapiedi pure, poi mi fate sapere quando siete pronti e ci sediamo con il sindaco a tavolino per sciogliere la riserva rotonda sì, rotonda no». I due si accordano per un incontro. «Prima della giunta informale». Segue una telefonata tra il sindaco di Viggiano e il fratello del sindaco di Marsicovetere, ingegnere Francesco Mazza. E’ uno di «quelli della rotonda». I due si salutano e Mazza arriva subito al dunque: «Lo so che è disonorevole chiedere al sindaco questa informazione... ho parlato con Giovanni Dammiano (ingegnere, dipendente dell’ufficio tecnico del Comune di Marsicovetere, convenzionato con il Comune di Viggiano, per la sua convenzione è intervenuto anche il presidente della Regione Vito De Filippo ndr). Quella rotatoria è fatta con il vecchio prezzario. L’adeguamento del prezziario comporta una somma in più». LE MINACCE DEL SINDACO Il sindaco Alberti chiama l’assessore Bonaduce, dicendo di aver preso appuntamento con Nicola Nigro (socio in affari del sindaco, secondo i carabinieri) per andare al Comune di Marsicovetere da Giovanni Dammiano per la questione del regolamento «per gli affidamenti dell’incarico, perché nicola - dice Alberti - aveva fatto una...». Poi aggiunge: «Se vedi Roberto (secondo i carabinieri si riferisce a Roberto La Neve, socio di Bonaduce ndr) digli he mi consegna questa relazione (si riferisce al piano Pip, scrivono i carabinieri ndr), guarda, Roberto si può sognare di avere incarichi al Comune di Viggiano. Adesso gli faccio fare un telegramma dall’architetto Lapetina. Gli revochiamo l’incarico e lo citiamo anche per danni... Così anche la moglie di Daniele (secondo i carabinieri si tratta di Anna Berardone, moglie del geometra Daniele De Maria, socio dello studio dell’assessore Bonaduce ndr)». I RIFIUTI E LE ASSUNZIONI L’assessore Giuseppe Priore chiama il sindaco Alberti, dicendo di aver letto «il vademecum per l’informazione» e che è una cosa che si può gestire in proprio «affidando il tutto alla protezione civile e al Cea che sono competenti in materia». Ma «si deve preventivare un budget ». Alberti chiede come ha risolto il problema con Pellicano Verde (ditta appaltatrice per la raccolta dei rifiuti solidi urbani). Priore dice che hanno risolto per «quelle due unità». E Alberti: «A chi hanno messo?». Priore risponde: «Sono quei due nominativi di cui abbiamo parlato». L’INCHIESTA C’è stata una sola richiesta di Riesame dopo i sequestri eseguiti dai carabinieri il 27 giugno. Il ricorso è stato discusso mercoledì e ora si attende l’esito. Intanto l’indagine va avanti. Secondo il sostituto procuratore Ferdinando Esposito, titolare dell’inchiesta, «si sta delinenado in maniera sempre più nitida la sussistenza di pericolose cointeressenze di rapporti tra alcuni politici che può atteggiarsi come una vera e propria associazione a delinquere, con stretti collegamenti con gli amministratori di Comuni limitrofi». «Interessi», «meccanismi di tipo clientelare», favori «concessi a soggetti vicini agli indagati». Il Quotidiano della Basilicata.

20 Maggio 2007 - Il fotoracconto di una delle tradizioni popolari più antiche e amate della Basilicata
Rivive il mito arboreo della 'ndenna - Castelsaraceno, partiti i preparativi per Sant'Antonio col taglio del faggio - Castelsaraceno - Cade la "Ndenna" e si aprono i preparativi per la festa di Sant'Antonio, patrono del paese.
Come ogni anno si ravviva la tradizione del culto arboreo. Ad aprire le danze, il taglio della "Ndenna, cioè l'antenna, un faggio di circa venti metri che farà da base. Sono le otto e trenta del mattino, in paese tira un aria piuttosto fresca, gli ultimi giorni hanno fatto abbassare le temperature ma il cielo è limpido e non promette pioggia. Seppure in ritardo, dai vari vicoli iniziano ad arrivare i cittadini.
Molti i giovani con zaino a spalla che attendono con ansia i camion che li trasporteranno in località "Nevera" presso il bosco Favino.
Dopo neanche mezz'ora i clacson dei camion segnano l'inizio della giornata, molti coloro che seguono con le macchine e i trattori che serviranno per il trasporto degli alberi. Giunti a destinazione, i più giovani ne approfittano per uno spuntino mentre i boscaioli, accompagnati da un membro del corpo forestale dello stato, si avviano verso il luogo del taglio. In prima battuta toccherà alle dodici "proffiche", dodici piccoli faggi che insieme all'antenna si offrono in onore del santo patrono e saranno utilizzati per innalzare l'albero una volta completato con la canocchia. Mentre la motosega continua lungo il suo tragitto, gli altri si preoccupano di trasportare i primi alberi, con i buoi o con i trattori presso il piazzale. Con l'intravedersi del sole tra le foglie degli alberi, l'aria inizia a riscaldarsi e l'entusiasmo cresce in attesa del taglio più importante: la ndenna. L'albero, già precedentemente scelto quale il più bello da offrire, viene dapprima intaccato e successivamente abbattuto mentre tutti i cittadini sostengono il boscaiolo con canti e grida. Finalmente il taglio è terminato, con piccoli colpi si prova a far cadere l'albero ma la presenza di un altro faggio ostacola la caduta. Aumenta il sostegno, i ragazzi incalzano il tifo e dopo vari aggiustamenti, la nuova ndenna tocca il terreno. Con i trattori viene trasportata nel piazzale in compagnia delle proffiche. Ad attenderlo altri cittadini ritardatari e il parroco Don Paolo Pataro che benedice l'albero e tutti i convenuti augurandosi che i festeggiamenti proseguano per il meglio. L'aria di montagna e la stanchezza lasciano il passo al pranzo, tutti in comitive si riuniscono sotto gli alberi per un pic-nic all'aperto, degustando i piatti tipici della tradizione e tanti bicchieri di buon vino. Ma la giornata non è terminata, così a causa di alcune nuvole minacciose, si anticipa la discesa in paese. Il primo tratto sarà fatto dai trattori, mentre l'arrivo a Castelasaraceno, sarà sigillato dal trasporto dell'antenna dai buoi in piazza Sant'Antonio, dove attenderà con ansia per altri quindici giorni la sua dolce metà: la "Cunocchia". Francesca Gresia - Il Quotidiano della Basilicata.

17 Maggio 2007 - XI Edizione - Molti gli istituti scolastici coinvolti Castelsaraceno, di scena le Saraceniadi
Castelsaraceno -
Fervono i preparativi per la undicesima edizione delle Saraceniadi.
L'appuntamento sportivo che vede protagonisti i ragazzi delle scuole medie, continua ad essere considerato una buona occasione didattica per crescere mediante lo sport. Lo testimonia la sempre più viva partecipazione di nuovi istituti scolastici, dai quattro istituti partecipanti alla prima edizione si passa alle 13 scuole del 2007: Castelsaraceno, Carbone, Castronuovo di Sant'Andrea, Episcopia, Francavilla sul Sinni, Grumento Nova, Montemurro, Roccanova, Rotonda, San Martino D'Agri, San Chirico Raparo, Senise e Trecchina. Diverse le specialità agonistiche per le categorie dei cadetti/e, nati nell'anno 1993/1994: 80 m, 1000 m, salto in lungo, salto in alto, staffetta 4 * 100, lancio del peso, e per la categoria delle ragazze/i, nati nell'anno 1995/1996 che affronterà le stesse specialità agonistiche con la variante della 60 metri e del lancio della pallina. Non poteva mancare il torneo di calcetto e per coloro che non amano il movimento ma sono imbattibili nei giochi da tavola, non resta che prendere parte al torneo di dama. Organizzate dall'Istituto Comprensivo di Castelsaraceno con il patrocinio dell'Amministrazione comunale che offrirà il pranzo, le Saraceniadi prenderanno ufficialmente il via intorno alle nove di mattina con il riconoscimento delle squadre, a seguire l'inaugurazione da parte delle autorità religiose, civili e scolastiche per poi lasciare il campo ai veri protagonisti della giornata: i ragazzi e le gare. Come commentato dal preside Prospero Cascini: "Ad oggi le saraceniadi sono divenute un appuntamento a cui i ragazzi non sanno rinunciare, un'occasione di crescita mediante lo sport. Sfortunatamente non possiamo allargare la manifestazione ad altri istituti in quanto le strutture risulterebbero poi inadeguate, ma speriamo di poterlo fare presto." Le premiazioni sono previste per le ore 18:30 alla presenza del Presidente della Regione, Vito De Filippo.

19 Aprile 2007 - Riaperta al traffico la variante del valico Armizzone.

17 Marzo 2007 - S. Chirico R. Bottino ricco dal tabaccaio Ladri di notte in tre negozi - San Chirico Raparo - Un fioraio, un tabaccaio e un macellaio, ecco i tre fortunati a cui i ladri hanno deciso di far visita nella notte scorsa. Un bottino da far gola a molti? Si consideri che dal macellaio hanno ricavato solo 50 euro in monetine, contro i venti euro trafugati al fioraio. Ma le cifre iniziano a salire quando ci si sposta dal tabaccaio al quale sono state sottratte non solo tutte le monetine ma anche i pacchetti di sigarette e le relative stecche.
Fin dalle prime ore del mattino la notizia si diffonde tra le vie del paese e per saperne di più non resta che parlare con le vittime. La prima tappa è dal macellaio, Carmelo De Pierro, il suo negozio è in piena piazza Mostra la porta esterna, l'unica a presentare segni di scasso e ci spiega: «Quando sono arrivato stamattina ho trovato la porta rotta, sono entrato e dietro il registratore di cassa non si capiva niente, era tutto buttato all'aria. Per fortuna c'erano solo le monetine e a quanto pare non tutte erano di loro gradimento, in quanto i due centesimi li hanno lasciati». Dei ladri dalle preferenze particolari e manifeste anche sulle sigarette perché la proprietaria Maria Carmela Rinaldi racconta: «Stamattina mio padre ha trovato l'inferriata esterna un po' aperta e la porta appannata. Hanno portato via tutte le sigarette tranne quelle che fumano gli anziani, lo stesso per le monetine che erano penso quasi 2.000 euro, le pile e i profumi nella vetrina». Ma i fiori non sono piaciuti ai nuovi arrivati e dal negozio, forse disturbati da un improvviso rumore, hanno deciso di portare via solo il registratore di cassa, perché come ci dice la commessa: «La porta era un po' forzata e il registratore è stato trovato all'angolo del palazzo. Dentro c'erano solo monetine, forse 15-20 euro». Difficile comprendere la natura del furto, molti i dubbi legati alla localizzazione degli stessi esercizi commerciali in piazza, così come ai lievi segni di scasso che fanno presumere una certa dimestichezza nel mestiere. E mentre si continua ad indagare, i commercianti corrono ai ripari perché come afferma la tabaccaia derubata: «Da questa sera per evitare problemi saremo costretti a portare tutto a casa, dalle monete alle sigarette». Francesca Gresia - Il Quotidiano della Basilicata.

17 Marzo 2007 - Il tecnico di Bernalda, insieme a Francesco Arena, è stato rilasciato. Grande la gioia - Cosma Russo è tornato libero - Nella notte l'arrivo a Roma e l'abbraccio con la famiglia - Finalmente liberi. Cosma Russo e Francesco Arena sono stati liberati nella nottata tra mercoledì e giovedì, dopo novantotto giorni di prigionia, quali ostaggi dei guerriglieri del Mend, il Movimento per la emancipazione del Delta del Niger. Cosma Russo è atterrato a Roma nella notte e, dovrebbe tornare presto a Bernalda. Prima, però, dovrà essere sottoposto a visite mediche e interrogato dal magistrato. Nel frattempo la sua famiglia lo ha raggiunto a Roma, dove potrà riabbracciarlo. Ma la festa, ormai, a Bernalda è iniziata già da ieri mattina. Appena appresa la notizia della liberazione di Cosma Russo e Francesco Arena, infatti, la casa del tecnico bernaldese si è riempita di gente: un via vai di gente, parenti, amici, giornalisti ha voluto personalmente esprimere la sua gioia alla signora Anna Maria e ai suoi figli, sui cui volti non si legge più l'angoscia dei giorni scorsi.
I bernaldesi di buon'ora, attraverso un puntuale passaparola, sono stati tutti informati nella primissima mattinata e hanno espresso la loro gioia in tutti i modi possibili. Quasi a voler abbracciare Mimmo e la sua famiglia, l'intera città ha festeggiato. Non importa che ci si trovasse nella sala d'attesa del medico di base o al mercato coperto o per le vie cittadine: nessuno riusciva a contenere l'allegria per una liberazione attesa da mesi e che tardava ad arrivare. Una gioia che, improvvisamente, ha cancellato tutte le polemiche. Ora è il momento della festa, che certamente non mancherà. Sobria come sempre ha voluto la signora Anna Maria che, anche nei momenti più difficili, non ha perso mai il controllo della situazione, senza indulgere mai al pietismo, ma con coraggio ha sempre evitato per di più di farsi strumentalizzare. Come in Val d'Agri. «Ringrazio la Farnesina, il Mend, i politici che si sono interessanti a questa vicenda, l'Eni, ringrazio tutti - ripete Anna Maria - la stampa locale, i bernaldesi che hanno espresso tanto calore. Del resto, sono le stesse parole di mio marito, quando mi ha telefonato, stamattina [ieri, ndr]». Ora Mimmo lo terrete in ostaggio in famiglia o ritornerà in Nigeria? «Non credo proprio che tornerà». Signora, cosa gli preparerà, appena torna? «Il suo piatto preferito, guai a farglielo mancare, ossia il risotto alla milanese». Le è a fianco il sindaco Francesco Renna. «Andremo incontro a Mimmo - dice - quando farà scalo all'aeroporto di Bari-Palese e posso assicurare che saremo in tanti. Come è certo che faremo una grande manifestazione di festeggiamento». Nella casa di Bernalda, ieri mattina, anche il portavoce della famiglia Russo, l'avvocato Piero Ditaranto, il quale ha scandito le varie fasi di questa vicenda. E' stato lui a contattare la Farnesina, per saperne di più del ritorno di Mimmo. E anche lui ha espresso contentezza e giubilo per una vicenda risolta positivamente proprio quando l'orizzonte sembrava più fosco.
Ma se c'è uno che non sa mitigare la sua gioia, che la esprime tutta intera: è Roberto Dieghi, il primo ad essere liberato. «Ho le valige pronte - dice - e voglio arrivare a Bernalda un minuto dopo di Mimmo, se non nello stesso momento. Per noi sarà una rimpatriata. Perché siamo usciti dall'incubo. Abbiamo tanto da dirci». Antonio Rosamondo - Il Quotidiano della Basilicata.

13 Marzo 2007 - Presentato il calendario scolastico regionale 2007/2008 La campanella suonerà il prossimo 13 settembre - L'ANNO scolastico non è ancora terminato, ma la programmazione del prossimo anno è già iniziata. E' stato presentato ieri, infatti, il calendario scolastico regionale. Le lezioni - prevede il calendario - inizieranno il 13 settembre prossimo e si chiuderanno il 7 giugno 2008 (eccezion fatta per le scuole dell'infanzia, che termineranno le attività didattiche il 30 giugno 2008). A rendere noto il calendario è stato l'assessore regionale alla Formazione lavoro cultura e sport, Carlo Chiurazzi, in seguito all'approvazione da parte della giunta regionale. Oltre che nei giorni delle festività nazionali, le lezioni saranno sospese nei seguenti giorni: 2 novembre 2007, per la giornata di commemorazione dei defunti; dal 24 dicembre 2007 al 5 gennaio 2008, per le vacanze natalizie; dal 20 al 25 marzo 2008, per le vacanze pasquali. In virtù dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, riconosciuta dalla legge 59/97 e successivamente recepita nella riforma costituzionale del 2001, le singole scuole della regione possono anticipare a non oltre il 10 settembre 2007 la data di inizio delle attività didattiche, sempre sulla base di comprovate esigenze e d'intesa con gli Enti locali erogatori dei servizi scolastici. Fermo restando queste disposizioni e la necessità di svolgere 208 giorni utili per le lezioni, le istituzioni scolastiche possono definire, comunque, mediante gli organi collegiali e d'intesa con gli Enti locali, eventuali adattamenti del calendario scolastico in relazione alle esigenze del Pof (Piano di offerta formativa), da comunicare entro il 30 giugno prossimo alla Direzione scolastica regionale, ai Comuni e, per conoscenza, al dipartimento Formazione della Regione Basilicata. Il calendario scolastico regionale è stato così definito previa consultazione e acquisizione del parere favorevole della "Conferenza di servizio permanente per l'attuazione del decreto legislativo 112/98 in materia di istruzione", Associazione degli industriali, Snals, Anp, Conferenza episcopale regionale, Azienda di promozione turistica, Api e Fal Basilicata.

07 Marzo 2007 -Il sottosegretario allo Sviluppo Economico (dei Ds) coinvolto nell'inchiesta dalla procura di Catanzaro. I fatti risalirebbero a quando era presidente della Regione Basilicata ROMA - Il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Filippo Bubbico (Ds), ha ricevuto questa sera la notifica di una informazione di garanzia emessa dalla procura di Catanzaro nell’ambito di una delle inchieste che coinvolgono alcuni magistrati lucani. I reati ipotizzati sono abuso di ufficio e truffa ai danni dello Stato e si riferiscono ad un periodo in cui Bubbico era presidente della Regione Basilicata. “Non conosco i fatti che mi sono addebitati – ha detto Bubbico – ma resto assolutamente sereno e rispettoso del controllo di legalità da parte dell’autorità giudiziaria, nell’assoluta convinzione di aver sempre operato nel rispetto delle leggi. Sono, ovviamente, a disposizione del magistrato inquirente per ogni chiarimento, che auspico sollecito per provare rapidamente la mia estraneità a qualsiasi addebito”- Gazzetta del Mezzogiorno

06 Marzo 2007 - DIGILIO (AN ): IL PROGRAMMA OPERATIVO VAL D’AGRI E’ UN ESEMPIO DI SPRECO DI RISORSE - “Questa volta, mi sia consentito, il Presidente De Filippo l’ha “sparata” proprio grossa: il Programma Operativo Val d’Agri sarebbe un esempio da imitare in altri territori. Evidentemente, il Governatore si riferisce all’esperienza degli Emirati Arabi Uniti”. E’ il commento del coordinatore e consigliere regionale di An, Egidio Digilio, alle dichiarazioni del Presidente della Giunta regionale diffuse a conclusione di un incontro con i sindacati sullo stato di attuazione del Programma. “Se si può considerare un esempio – continua Digilio – esso lo è proprio per indicare che cosa si deve non fare se si vuole realmente gestire con oculatezza le risorse petrolifere e i fondi che ne derivano. De Filippo continua a “snocciolare” dati senza rendersi conto lui stesso delle sue affermazioni, perché le mille imprese che hanno ottenuto i contributi negli ultimi anni, le cosiddette misure che riguardano comparti produttivi o i numerosi interventi di lavori pubblici finanziati nei 30 Comuni dei comprensori petroliferi sono proprio la “prova provata” che il meccanismo non funziona perché non basta erogare le royalties e in quantità considerevole se non si registrano benefici diretti ed indiretti all’economia locale. Il limite della programmazione resta quello della distribuzione a pioggia, con il risultato che la “fotografia” della Val d’Agri più che ad una regione degli Emirati Arabi, hanno ragione gli esponenti dei Comitati popolari che ieri hanno manifestato davanti il Centro Agip di Viggiano per la liberazione dei due tecnici rapiti, somiglia ad una regione della Nigeria”. “Il tasso di disoccupazione e la ripresa del fenomeno migratorio – afferma ancora Digilio – sono gli esempi della situazione socio-economica che permane a livello di emergenza sociale. Tra l’altro mentre ci sono partiti di nuova formazione che hanno “scoperto” la possibilità della riduzione del costo dei prodotti petroliferi a vantaggio delle stesse comunità e vanno in giro a raccogliere firme a sostegno di una proposta che è stata da me deposita in Consiglio nel 2000, vale a dire all’inizio della precedente legislatura – aggiunge l’esponente di An – registriamo l’assenza assoluta di iniziativa della Giunta regionale sulla candidatura al Governo di ZFU (Zona Franca Urbana) prevista dal “pacchetto di misure fiscali e di vantaggio per il Sud” del Governo Prodi con il risultato che la Regione Campania ha già candidato almeno una decina di ZFU tra quartieri di Napoli ed comuni dell’hinterland e la Basilicata corre il serio rischio di restare a bocca asciutta”. Basilicatanet.it

28 Febbraio 2007 - Non vedo, non sento e non parlo. Pochi i potentini che commentano la vicenda giudiziaria - In città vige il motto delle 3 scimmie - «Quando di mezzo ci sono i vertici politici è meglio non esporsi» Tribunali, istituzioni, banche e paradisi turistici, compresa la vicenda di una misteriosa sparizione. I riflettori tornano ad accendersi sulla Basilicata e sui suoi personaggi più influenti, nella maxi inchiesta della magistratura calabrese, che lega tutti a gravi accuse: truffa e corruzione. Giornali e televisioni alla ribalta, ormai da giorni, sulle vicende di quella che ora è per tutti "un'isola sempre meno felice". Nel giorno della bufera giudiziaria, un'importante trasmissione televisiva, in onda sui rai tre, nella fascia serale, si occupa di una storia misteriosa del capoluogo lucano. Quello di Elisa Claps, qui a Potenza, costituisce ancora, nonostante gli anni, il mistero per eccellenza. Negli studi di "Chi l'ha visto?", Gennaro Cappiello, ex collaboratore di giustizia, riporta la sua verità, in base a un racconto che gli è stato riferito negli anni passati. «Elisa è morta - dice - è stata uccisa». All'indomani di un giorno ricco di eventi che non possono lasciare certo indifferenti, si susseguono prese di posizione, smentite e difese. Ma i potentini - la gente comune ripresa dalle telecamere del Tg5, nel rituale via vai di via Pretoria - cosa ne pensano?. Qual è la percezione sulle indagini del sostituto procuratore calabrese, Luigi de Magistris, che raccoglie insieme gravi indizi a carico di indagati "eccellenti"?. Le reazioni sembrano alternare indignazione a indifferenza. Quasi nessuno ha commentato le notizie di questi giorni come "'ultima bufala". Molto più spesso i potentini hanno preferito non rispondere proprio, dicendo di non essere abbastanza informati sulla vicenda. Non sono mancati, però, i commenti duri. «Si tratta di un fatto grave - commenta Gennaro Rosa - Fermo restando che rimane da accertare la fondatezza delle accuse. Tutto questo putiferio non ci fa certo piacere anche perché siamo solo noi a pagarne le conseguenze». «Siamo indignati - aggiunge Ciro Giuzio - Qui va tutto a rotoli e si fa avanti un'unica percezione: la politica serve a sistemare gli interessi del potente di turno». Giuzio commenta con forte partecipazione le rivelazioni che riguardano Elisa Claps. Un storia che come lui stesso dice: «Ci tocca il cuore». «Questa vicenda - aggiunge - è un disonore per tutta la città. E' sempre stata nota a tutti, ma puntualmente coperta. In questi quattordici anni è stato detto di tutto, al solo scopo di deviare le indagini». «Sappiamo bene che in questa nostra regione - dichiara Ferdinando Laurenzano - tutto finisce sempre a tarallucci e vino. Niente funziona come dovrebbe». In quest'indagine - commenta Laurenzano - «sono coinvolti politici e magistrati. Rappresentanti che dovrebbero aiutarci, fare il nostro interesse, piuttosto che scavarci la fossa». La conseguenza è che, continua:«la gente non crede più nella giustizia». «Non ho grandi speranze - è il commento di Rosanna Restaino - ma mi auguro che le indagini accertino la verità». «Verrebbe da farsi cadere le braccia», aggiunge la donna, in riferimento alle notizie emerse dall'inchiesta calabrese. Ma continua: «Sono sicura che c'è tanta altra gente che lavora bene, negli interessi della comunità». Rosanna Restaino commenta anche la vicenda che riguarda la scomparsa della studentessa sedicenne di Potenza:«Abbiamo avuto una sostanziale conferma di quello che pensavamo e che nessuno, fino a questo momento, aveva detto pubblicamente». Quello che indigna maggiormente la signora è «la tracotanza di certi personaggi». Ma per strada ci sono anche tante altre persone che preferiscono il silenzio. «Secondo me - dichiara Vincenzo Pesarino - quando sono coinvolti i vertici della vita politica, economica e istituzionale conviene non esporsi». C'è chi, invece, replica con un laconico «non mi interessa». Per il resto ci si attacca a un «non sono informato», «non saprei cosa rispondere».E qualcun altro asserisce: «A un primo impatto ho pensato: ecco la solita bufala». Ma poi la riflessione: «Se se ne parla, forse, qualcosa di vero ci sarà». E infine, A. B. si lascia scappare: «Sembra proprio di trovarsi davanti a un film americano di spionaggio». E conclude: «Aspettiamo che le indagini della magistratura facciano il loro corso». Mariateresa Labanca - Il Quotidiano della Basilicata.

27 Febbraio 2007 - Indagati dalla procura di Catanzaro cinque magistrati lucani, un militare, funzionari pubblici e la giunta Bubbico - Appetiti giudiziari, inchiesta scandalo - Corruzione e abusi per turismo, sanità e finanza. Tutto nella Lucania felix - POTENZA - «Un comprensorio protetto al centro dell'arco Jonico Mediterraneo, la possibilità di attraccare direttamente con la barca alla villa. Immaginate un paradiso naturale ricco di flora e fauna. Immaginate di giocare a golf in riva al mare o di passeggiare a cavallo all'alba lungo il fiume». Immaginate un'inchiesta giudiziaria che ha come protagonisti tre poteri: l'economia, la giustizia e la politica. Immaginate, perché tutti gli interessati hanno detto che dell'indagine non hanno notizia e che le accuse sono infondate. Un campo minato.
Due progetti. Uno è economico. L'altro, forse, è politico. Un solo affare, per milioni di euro. Un affare capace di scatenare forti appetiti. Il progetto "Marinagri". Trecento ettari di territorio incontaminato, tre chilometri di spiagge e pinete, 30 ettari di riserva e habitat naturale di numerose specie migratorie, una flora unica con rare e tipiche essenze del mediterraneo, un delfinario di dieci ettari realizzato in ossequio alla convenzione di Washington sulle specie protette, un orto botanico a coronamento di un bosco autoctono per la migliore tutela e conservazione di un ambiente integro. Milioni di euro, grazie al contributo di fondi pubblici erogati dal Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica). E grazie al demanio. Perché ­ sospetta la procura di Catanzaro (come ha riportato ieri il Corriere della sera) ­ il terreno su cui nasce Marinagri non sarebbe tutto di proprietà del consorzio. Ma non sarebbe neanche del capo della procura di Potenza Giuseppe Galante.
E' proprio lui a comunicarlo, ieri mattina. Convoca i giornalisti in procura e consegna un comunicato stampa di due pagine. E infatti quella parte di terreno è del demanio. Fatto che non avrebbe impedito il rilascio delle concessioni edificatorie per la realizzazione del villaggio «grazie ­ sarebbe una delle ipotesi dell'accusa - alla collusione di funzionari del Comune e dell'Ufficio del demanio». Gli illeciti nell'iter per la realizzazione del villaggio furono oggetto di un'informativa della Guardia di finanza al procuratore Chieco. Secondo l'ipotesi dell'accusa, il procuratore Chieco, nel periodo in cui si sono svolte le indagini preliminari, avrebbe espresso l'intenzione di acquistare un immobile all'interno del villaggio, effettuando anche una visita nel cantiere della struttura. Circostanza riscontrata in una relazione riservata inviata da Chieco al procuratore generale di Potenza a seguito di un esposto anonimo presentato nei suoi confronti. L'inchiesta ­ titolare è il sostituto procuratore Luigi De Magistris - suppone un intreccio d'altri tempi tra potere e finanza, con interessi nel settore bancario, in quello turistico e in quello della sanità. Gli investigatori ipotizzano: abuso d'ufficio, corruzione in atti giudiziari, appropriazione indebita e truffa. Una parte dell'inchiesta riguarda presunti rapporti tra esponenti della magistratura, della politica e della sanità, e in particolare dell'Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza. Poi c'è il filone che riguarda alcuni magistrati indagati con la Banca popolare del Materano, avvocati e politici.
C'è il capo della procura di Matera Giuseppe Chieco, il sostituto procuratore della procura antimafia Felicia Genovese (ieri non era in ufficio. In procura c'era invece un via vai di investigatori. Tra questi c'era anche un colonnello dei carabinieri, ex Ros, ora in quota Sisde), il giudice del Tribunale di Matera Rosa Bia, il colonnello dei carabinieri Pietro Gentili ­ un passato all'antidroga a Napoli, poi capo della sezione di polizia giudiziaria di Potenza, oggi, a quanto sembra, a libro paga del consorzio Marinagri - il presidente del Tribunale di Matera Iside Granese, «favorita» ­ si legge in una nota dell'Ansa - dal senatore di Alleanza nazionale Emilio Nicola Buccico, allora componente del Csm. Proprio in questa veste il senatore avrebbe garantito coperture al presidente del Tribunale di Matera, indagata in un altro filone dell'inchiesta in relazione alla concessione in suo favore di un mutuo da parte della Banca popolare del materano. Mutuo che sarebbe stato concesso con un trattamento di favore. Secondo l'accusa, l'istituto di credito sarebbe stato governato da «un comitato d'affari occulto e parallelo, che avrebbe gestito in maniera clientelare il credito a discapito dell'azionariato e dei risparmiatori e assicurato ai clienti più privilegiati guadagni eccezionali e perdite rimborsate». Esempio è proprio quello del giudice Granese, che avrebbe ottenuto un mutuo di 620.000 euro per 20 anni al tasso fisso del tre per cento, con una garanzia di 1.240.000 euro su un immobile che ne vale appena 150.000 (tra l'altro acquistato ­ sembra - due mesi prima di stipulare il mutuo) e una linea di credito che raggiunge i 430 mila euro con la sola garanzia della propria firma. E tuttavia Granese avrebbe trattato cause nelle quali è coinvolta la banca e il suo ex presidente Attilio Caruso. E in una di queste pronuncia il fallimento, per un credito di circa 50 mila euro, del consorzio Anthill di Nicola Piccenna che poi è diventato il suo grande accusatore. Mentre l'altro giudice, Rosa Bia, benché cognata del direttore della società di riscossione tributi "Ritrimat", controllata dalla Banca del Materano, avrebbe trattato cause in cui è parte la stessa Ritrimat. E il mondo politico? In Basilicata tutto passa per la politica. La giunta rossa, quella di Filippo Bubbico, sarebbe protagonista di due episodi: la defenestrazione del direttore generale dell'Asl di Venosa Giuseppe Panio e l'accordo di programma, grazie al quale il consorzio Marinagri avrebbe ricevuto i finanziamenti del Cipe. Immaginate. Perché il consorzio Marinagri dà spazio all'immaginazione. E' costruito sull'acqua, come una piccola Venezia. Un villaggio da sogno. In Basilicata. Così l'ha pensato Vincenzo Vitale, condannato in primo grado per il tentato omicidio del senatore democristiano Decio Scardaccione e assolto in appello. Fabio Amendolara - Il Quotidiano della Basilicata.

16 Febbraio 2007 - (AGR) PUBBLICATA SUL BUR N. 9 LA GRADUATORIA PER I PICCOLI SUSSIDI  - Pubblicata sul BUR Basilicata n. 9 del 16 febbraio 2007 Parte II la graduatoria degli ammessi e degli idonei relativa al Bando della Sovvenzione Globale Piccoli Sussidi POR Basilicata 2000/2006: · Azione 1 “Azione di sostegno alla Nuova Imprenditorialità, alla Micro imprenditorialità, al Lavoro Autonomo e Professionale” · Azione 2 “Azione di sostegno alla nascita ed al consolidamento delle Imprese Sociali” · Azione 3 “Azione di sostegno all’emersione dal lavoro irregolare, allo sviluppo dell’imprenditorialità ed al consolidamento delle micro imprese” · Azione 4 “Azione di sostegno per una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro.” Questi i principali numeri: 254 le imprese lucane finanziate nei vari settori della produzione dei beni, della fornitura di servizi, anche in forma di lavoro autonomo, del commercio e del sociale, con un occupazione prevista di 299 nuovi addetti. Impegnati interamente i fondi disponibili complessivamente pari ad € 9.240.000,00. Le imprese sono costituite in maggioranza da giovani tra i 18 e i 37 anni. Il 43 per cento circa è costituito da donne. La Sovvenzione Globale Piccoli Sussidi, finanziata dal FSE nell’ambito del POR Basilicata 2000/2006, è promossa dalla Regione Basilicata Dipartimento Formazione Lavoro Cultura e Sport ed è gestita da Sviluppo Italia Basilicata in qualità di Organismo Intermediario. L’iniziativa si colloca all’interno del Patto Giovani, strategia regionale di promozione di processi di crescita delle opportunità occupazionali giovanile e imprenditoriali. La graduatoria è disponibile anche sul portale www.sviluppoitaliabasilicata.it sezione Piccoli Sussidi. Per richiesta di informazioni si può contattare il n. 0971 50661 o inviare una mail all’indirizzo: aarbitrio@sviluppoitaliabasilicata

14 Febbraio 2007 - Fisco: i «peggiori» sono i lucani - Da uno studio della Cgia di Mestre emerge che la Basilicata è la Regione con la maglia nera come incidenza più alta nell'evasione fiscale. In generale è tutto il Sud più «vizioso»  ROMA – Nel 2006 i contribuenti dell’Emilia Romagna sono risultati i più corretti nei loro rapporti con il fisco. A sostenerlo è uno studio della Cgia di Mestre che, per ogni singola regione italiana ha calcolato l’incidenza delle riscossioni sul totale del gettito fiscale registrato nel 2006. Riscossioni che, ricordano nella nota gli artigiani mestrini, altro non sono che gli importi che i concessionari incassano forzosamente per conto dell’Amministrazione finanziaria a fronte di infrazioni fiscali o forme di evasione compiute dai contribuenti italiani. L’incidenza percentuale quantifica la quota ipotetica di «evasione» recuperata sul totale delle entrate fiscali (imposte e contributi). Dall’elaborazione della Cgia di Mestre l’Emilia Romagna guida questa particolare classifica occupando il primo posto assoluto. A fronte di una media nazionale pari al 3,30 per mille, la regione guidata dal Governatore Errani presenta un’incidenza del riscosso sul gettito fiscale totale pari al 2,70 per mille. In pratica, ogni 1.000 euro incassati dal fisco in Emilia Romagna Romagna 2,70 euro sono recuperati dalla lotta all’evasione. Segue il Veneto con il 2,77 per mille, mentre al terzo posto troviamo il Trentino Alto Adige con il 2,78 per mille. Appena giù dal podio ci sono il Lazio (2,79 per mille) e il Piemonte (2,99 per mille). Chiudono la classifica tre regioni del Sud. Al terzultimo posto la Campania (4,48 per mille), al penultimo la Sicilia (4,95 per mille) e, maglia nera a livello nazionale, la Basilicata con il 6,24 per mille. «Appare evidente – spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – che l’indicatore preso in esame risponde a una scelta soggettiva con il dichiarato intento di misurare, per quanto possibile, la lealtà fiscale di un territorio. Certo – prosegue Bortolussi – la fedeltà fiscale di un’area deve tener conto anche della presenza di chi esercita il lavoro nero e per tale ragione è completamente sconosciuto al fisco. In questo caso la nostra analisi si è soffermata solo sulla correttezza comportamentale di chi è conosciuto all’Amministrazione finanziaria. Anche se una comparazione tra il risultato emerso dalla nostra analisi e la distribuzione dell’economia sommersa per regione effettuata dall’Istat - conclude Bortolussi – dà lo stesso risultato. Ovvero, una forte polarizzazione delle regioni del Nord nella parte più virtuosa della classifica, mentre nelle parte bassa della graduatoria troviamo concentrate gran parte delle regioni più viziose: cioè quelle meridionali». - Il Quotidiano della Basilicata.

14 Febbraio 2007 - Alla Corte dei conti si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario - Comuni, troppe zone d'ombra A Potenza segnalata l'illecita gestione del patrimonio immobiliare - "Amministratori pubblici in chiaroscuro". Come negli ultimi anni. Ma con una differenza. Ora la giustizia contabile funziona meglio. Grazie agli esponenti politici d'opposizione. Grazie alle notizie di reato apprese dalla stampa. Grazie al lavoro delle forze dell'ordine. «La procura regionale ha raggiunto un livello d'attività apprezzabile per qualità e quantità». La voce è autorevole. Come è autorevole la sede. E anche la platea è di quelle da grandi occasioni. Michele Oricchio, procuratore regionale della Corte dei Conti di Basilicata condensa un anno di attività in mezz'ora. La toga sulle spalle. La pettorina bianca di pizzo. La relazione con la copertina rossa tra le mani. Rende pubblico il "quadro non lusinghiero" delle patologie riscontrate nel funzionamento della pubblica amministrazione lucana. Senza mettere da parte la sacralità del segreto istruttorio fornisce - dati alla mano - la mappa della situazione. «Ancora una volta amministratori e dipendenti del Comune di Potenza sotto indagine». Nel fascicolo del procuratore ci sono i debiti fuori bilancio che derivano da sentenze di condanna per espropriazioni illegittime (Macchia Giocoli). C'è poi una citazione per gli amministratori dell'Asl di Matera, «per l'acquisto di un costoso macchinario per la risonanza magnetica mai utilizzato». E la defenestrazione del direttore generale dell'Asl di Venosa (il caso Panio, che ha prodotto anche un procedimento penale a carico della giunta Bubbico). E ancora: «Gli incarichi di consulenza a professionisti esterni al Comune di Rionero, l'approvazione del piano urbano per il traffico con attribuzione indebita di incentivi al personale interno al Comune di Matera, le indebite percezioni di missione del sindaco del Comune di Banzi, le commissioni mediche che hanno riconosciuto percentuali invalidanti superiori a quelle spettanti». E se la gran parte degli amministratori «gestisce la cosa pubblica - dice il procuratore Oricchio - come un buon padre di famiglia», ci sono alcuni enti che sono finiti sul libro nero della procura. I Comuni di Atella, Avigliano, Calvera, Castelluccio Superiore, Cersosimo, Corleto Perticara, Ginestra, Lagonegro, Lauria, Marsico Nuovo, Noepoli, Palazzo San Gervasio, Pescopagano, Rionero in Vulture, Rotonda, San Chirico Nuovo, San Paolo Albanese, Savoia di Lucania, Senise, Viggianello e Pomarico e le Comunità montane Alto Sinni, Val Sarmento e Collina Materana «hanno ritenuto di non dover fornire alcuna tempestiva risposta alle note istruttorie loro inviate dalla sezione», sentenzia Oricchio. Le sentenze di condanna, invece, le riassume il presidente della sezione giurisdizionale Adriano Festa Ferrante. Ce n'è una per rilevanti ammanchi ai danni del Comune di Cersosimo, «accertati nel corso di una verifica contabile nella gestione dei servizi di economato e segnalati dall'organo di revisione». Ancora danni ai Comuni, questa volta a Tito. La sentenza è connessa al «non corretto andamento di una procedura espropriativa con inutile decorso dei termini per il suo perfezionamento». E a Bernalda: condanna al risarcimento per il trattamento economico corrisposto «illegittimamente a un funzionario assunto con contratto». Era stato concesso un aumento del compenso, non inquadrabile nella normativa vigente. Altra sentenza riguarda il risarcimento del danno «provocato all'Agenzia delle entrate da un funzionario e da una società che aveva ottenuto in concessione l'esercizio della riscossione dei tributi a Potenza». Anche il Comune di Potenza finisce sotto la mannaia della Corte dei Conti, «per illecita gestione del patrimonio immobiliare comunale». Il Comune aveva ottenuto da una società, in comodato gratuito, l'area di un capannone per un anno, da destinare a parcheggio di autovetture, ma ha poi concesso l'area a un altro ente per la gestione di alcuni parcheggi.
Alla disdetta avanzata dalla società proprietaria il capannone non è stato restituito dal Comune, che lo ha trattenuto senza utilità e senza alcun titolo. E tra le sentenze ce n'è una per colpa medica grave all'Asl di Lagonegro. Alcuni sanitari del reparto di ostetricia e ginecologia hanno effettuato un intervento di parto cesareo, durante il quale è stata dimenticata nell'addome di una paziente una garza.
«L'evento - con queste parole il presidente della sezione censura i medici condannati - espressione di malasanità è stato anche sottoposta al vaglio del giudice penale, con declaratoria di responsabilità confermata in Cassazione». Ma è il passato. Il procuratore regionale sta già lavorando ai nuovi casi. Sotto la lente degli investigatori contabili c'è la formazione post universitaria. «Anche lì ci sono stati degli sprechi». Sono le uniche indiscrezioni che il procuratore Oricchio lascia trapelare. «Ci stiamo lavorando», dice. E riprenderà a lavorarci oggi. Ieri le attività si sono fermate. Era un giorno di festa. Il giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario contabile. - Il Quotidiano della Basilicata.

11 Febbraio 2007 - Inchiesta Problemi di sicurezza. Sindaci preoccupati. Le rassicurazioni dell'Anas e della Provincia
Ecco la Sinnica ai raggi "X" I punti critici: barriere non a norma e traffico in aumento - LAURIA - Barriere non a norma, segnaletica stradale posizionata male, scarso intervento per lo spargimento di sale nei tratti a rischio di gelo. Non ultimo, traffico in continuo aumento. Tutto questo E' la Sinnica, per i comuni che ne sono attraversati. Nonostante la Provincia di Potenza abbia assicurato che nei prossimi giorni sarà ufficializzato il passaggio all'Anas anche degli undici chilometri dove sono stati eseguiti lavori di rifacimento, in seguito a frane e collaudi amministrativi. «La strada provinciale, riconosciuta di interesse statale - assicura l'assessore provinciale Pasquale Robortella - E' costantemente monitorata dalla Provincia». Ottimismo anche da parte dell'Anas: «Il tratto di nostra competenza, quello che va dal chilometro dieci all'innesto con la 106 Pantanelle - spiega il responsabile regionale per la viabilità, Michele Franzese, garantisce le normali condizioni di viabilità, anche grazie al significativo intervento degli ultimi due anni, in merito alla sostituzione delle barriere secondo la nuova normativa». Eppure i comuni attraversati dalla Sinnica riconoscono alla strada provinciale non poche criticità. «Situazione di abbandono quella che da Latronico raggiunge l'autostrada - spiega il sindaco Egidio Ponzo - le barriere sono malandate e non si registra più la presenza di cantonieri che prima monitoravano lo spargimento di sale in tratti a rischio di gelo. Si spiegano, così, i frequenti incidenti». Prova a smentire questo dato l'assessore Robortella, che assicura: «Sulla strada sono disponibili veri e propri siti di sale, uno presso la casa cantoniera del Cogliandrino, l'altro in contrada Sant'Alfonso». «La Provicnia - aggiunge Ponzo - parla di una carenza di fondi, ma non dovrebbe essere difficile reperirli per la messa in sicurezza di questa strada. Dove si è verificato l'ultimo incidente - continua - il guar rail è altro 40 centimetri. Inoltre in otto chilometri di strada ci sono campi di velocità ogni 20 metri, per cui l'automobilista è anche "distratto" dalla segnaletica per evitare contravvenzioni». Buona parte della Sinnica attraversa anche il comune di Lauria, «su undici chilometri - spiega il sindaco Antonio Pisani - cinque appartengono al nostro comune. Qui il piano stradale non è regolare, il traffico in continuo aumento, anche perché si tratta di una strada a scorrimento veloce. Per questo - sostiene - sarebbe utile la realizzazione di una complanare, soprattutto perchË qui si concentra un gran numero di abitazioni ed esercizi commerciali». Per il sindaco di Lauria, inoltre, il trasferimento degli undici chilometri della Sinnica all'Anas «è poco significativo, bisognerebbe pensare ad un progetto adatto alle esigenze degli utenti, non ha senso cambiare il nome e lasciare invariata la sostanza». Non si distingue quale nota fuori dal coro il comune di Chiaromonte, attraversato per due chilometri dalla Sinnica. Il sindaco, Luigi Viola, oltre ad un ripristino della sicurezza con barriere da sostituire e traffico da controllare, suggerisce anche un «allargamento della strada». «Ottimo», a detta del sindaco Antonio Iannibelli, il tratto della Sinnica relativo al comune di Episcopia, «grazie all'intervento dell'Anas, che ha sostituito alla barriere ormai consunte quelle nuove». Ad aggravare le condizioni di pericolosità della Sinnica, all'altezza di Francavilla, invece, la tipologia del traffico. «Rispetto agli altri comuni non si distinguono nuovi aspetti - spiega il sindaco Felice Marziale - anche se gli incidenti che si sono verificati negli ultimi anni denotano le criticità che in generale caratterizzano la strada provinciale». Per quanto questi siano attribuibili all'elevata velocità e all'uso improprio della strada, però, il primo cittadino evidenzia che le prime cause degli incidenti siano da individuare anche «nella non proprio corretta segnaletica in prossimità delle strade secondarie. La Sinnica è una strada a scorrimento veloce - dice Marziale - e i mezzi che la percorrono spesso si imbattono in quelli che provengono da svincoli mal al meglio. Al traffico locale - aggiunge - quello dei mezzi agricoli per intenderci, si sovrappone, poi, quello a lunga portata. Non sono stati rari gli incidenti riconducibili alla natura del traffico. A tal proposito sarebbe opportuna - conclude - la realizzazione di una complanare che differenzi il traffico». Angela Pino - Il Quotidiano della Basilicata.

06 Febbraio 2007 - Parco del Pollino - Il documento del ministero dell'Ambiente che avvia la procedura di scioglimento del direttivo - Le ragioni del commissariamento - I profili di criticità, le segnalazioni dei revisori e i commenti dei Verdi - ROTONDA - La raccomandata è arrivata il 29 gennaio. Nei corridoi della sede di via delle Frecce tricolori però già se ne parlava da tempo. Mezze frasi, qualche sospetto. Poi è arrivata la comunicazione ufficiale. Sotto il simbolo della Repubblica italiana c'è una frase che non dà spazio a interpretazioni. «Comunicazione di avvio del procedimento di scioglimento del consiglio direttivo dell'Ente parco nazionale del Pollino». Firmato ministero dell'Ambiente. Problemi di gestione e di programmazione. I «profili di criticità» individuati dal ministero sono raccolti in mezza pagina e vanno dalla mancata predisposizione dei provvedimenti di pianificazione e regolamentazione al mancato adeguamento dell'organizzazione dell'ente alle norme generali sull'ordinamento del lavoro. Ma sotto i riflettori del ministero sono passati anche gli incarichi e le consulenze. La lista è lunga. L'Ente parco ha anche fornito delle controdeduzioni. «Non soddisfacenti». Così le apostrofa Aldo Cosentino, direttore generale dell'Ufficio protezione della natura. E' stato lui, negli ultimi anni, a commissariare il parco Tosco-emiliano, quello dei Monti Sibillini, quello dell'Aspromonte e quello delle Foreste casentinesi. Un duro colpo alla gestione di Francesco Fino, ex parlamentare di Alleanza nazionale, l'ha dato anche il collegio dei revisori dei conti. C'è un verbale, del 14 luglio scorso, in cui viene analizzato un contratto pubblicitario con la "Star management". Con quel contratto l'ente parco ha comprato la possibilità di utilizzare il nome e l'immagine del calciatore della nazionale italiana di calcio Rino Gattuso. Doveva essere il testimonial di una campagna pubblicitaria per il Pollino. Così non è stato. Questi i rilievi del ministero sull'operazione Gattuso: «Errata imputazione del capitolo di spesa, assenza di comunicazione all'autorità per le garanzie nelle comunicazioni, mancata applicazione delle penali, mancata risoluzione del contratto». Elementi sufficienti «per disporre l'avvio dei procedimenti preordinati alla revoca dell'incarico di presidente dell'Ente parco e allo scioglimento del consiglio direttivo». Ma è colpa solo dell'Ente parco? «Cosa ha fatto la politica lucana, o meglio certa politica lucana, per evitare una deriva che ha di fatto decentrato l'attenzione verso un parco che è percepito, a Potenza come a Lauria o a Latronico, più marginale della fisica marginalità geografica che pure occupa?». Se lo chiede Giancarlo D'Angelo, componente dell'esecutivo regionale dei Verdi e assessore alle Aree protette della Provincia di Potenza. Domande lecite. Ma politica lucana, quella a cui l'assessore fa riferimento, è già all'opera. Il toto commissario è partito, con i primi nomi che cominciano a girare. E tra questi - stando alle prime indiscrezioni - ce n'è proprio uno dei Verdi. Il Quotidiano della Basilicata.

02 Febbraio 2007 - Il consiglio comunale di Episcopia chiede nuove barriere sulla «Sinnica» EPISCOPIA - Si accende il dibattito o meglio si alzano le voci di polemica sulla scarsa sicurezza della Superstrada Sinnica , Latronico - Cavallo (Lauria), tratto di competenzaì provinciale, dopo l’ennesimo incidente mortale, quello che sabato mattina è costato la vita al quarantaduenne di Episcopia Antonio Papandrea. A prendere carta e penna l’Amministrazione comunale di Episcopia guidata da Antonio Innnibelli, che riunitasi in una seduta straordinaria a cui hanno preso parte il presidente del consiglio comunale e l’assessore ai lavori pubblici di Latronico Giuseppe Suanno e Fausto De Maria hanno approvato un documento in cui chiedono barriere e sale. Il documento è stato inviato ai Presidenti della Provincia di Potenza, della regione Basilicata, al prefetto di Potenza e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Lagonegro. Dopo ampia discussione, è scritto nella lettera, «sul grave incidente verificatosi in località Seluci di Latronico (per dovere di cronaca precisiamo che Seluci si trova a Lauria) sulla Superstrada Sinnica su un tratto di viadotto di circa trenta metri di altezza che al momento dell’incidente si presentava con barriere inadeguate e ghiacciato senza presenza di sale». Ricordiamo che dalle pagine della «Gazzetta » avevamo già segnalato la mancanza di sale sulla Sinnica e su altre strade di competenza provinciale lo scorso mese di dicembre. Tuttavia dopo quanto successo sul tratto di Superstrada in agro di Lauria, gli amministratori (consiglieri di maggioranza e di opposizione), di Episcopia e i due di Latronico «esprimono vivo disappunto per il modo in cui da anni vengono condotti i lavori di manutenzione del tratto di strada in questione e per il fatto che detto tratto di strada, oltre a presentarsi in totale abbandono è privo delle minime misure di sicurezza». Gli scriventi chiedono a ognuno dei riceventi il messaggio, ognuno per le proprie competenze, di «adoperarsi con urgenza affinché tragici episodi che vedono sconvolte intere famiglie e che forse era possibile evitare con qualche sacco di sale ed una barriera adeguata non abbiano a ripetersi ». L'auspicio è che quella di sabato sia l’ultima vittima di una strada su cui si è sparso tanto sangue e che come chiesto dagli amministratori di Latronico ed Episcopia vengano fatti urgentemente gli interventi necessari a tutelare la pubblica incolumità. Antonietta Zaccara - Gazzetta del Mezzogiorno

02 Febbraio 2007 - L'Italia è libera dai costi di ricarica Pubblicato il decreto - Roma - Entro i prossimi 30 giorni cambierà la "vita" degli utenti di schede prepagate di telefonia mobile, che finalmente potranno acquistare schede senza pagare altro se non il traffico telefonico. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale ieri, ed entra quindi in vigore oggi, il Decreto che prevede la cancellazione degli oneri aggiuntivi. Quel decreto, che ha suscitato enorme interesse e che è l'effetto più vistoso della enorme mobilitazione online, prevede che gli operatori adeguino le proprie offerte alle nuove disposizioni entro i prossimi 30 giorni. Aboliamoli.eu, promotore della mobilitazione, consiglia gli utenti: "aspettate a ricaricare, ormai manca poco!". Qui sotto di seguito il testo del Decreto:
"IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 117 della Costituzione ed in particolare il comma secondo, lettere e), l) e m); Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di rimuovere ostacoli allo sviluppo economico e di adottare misure a garanzia dei diritti dei consumatori; Ritenuta, altresì, la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire per rendere più concorrenziali gli assetti del mercato e favorire la crescita della competitività del sistema produttivo nazionale, assicurando il rispetto dei principi comunitari; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 gennaio 2007; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dello sviluppo economico, del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro della pubblica istruzione e del Ministro per le politiche europee, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie locali, dei trasporti, per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, delle comunicazioni, delle infrastrutture, dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali;
EMANA il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet
1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonchè di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonchè la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausola difforme è nulla ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
2. L'offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l'effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto.
3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articolo i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni.
4. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le modalità attuative delle disposizioni di cui al comma 2 e applica le relative sanzioni".

02 Febbraio 2007 - San Chirico Raparo Mancano documenti. Ferma la determina - Fumata nera per la fondovalle del Racanello - San Chirico R. ­ Rinviata la risoluzione degli atti concernenti la strada del Racanello. Nella commissione, tenutasi nei primi giorni della settimana, il Dipartimento regionale ambiente e territorio non ha potuto rilasciare la determinazione dirigenziale a causa della mancanza di alcuni documenti. «Un piccolo spostamento dell' impianto planimetrico- secondo quanto dichiarato dal geometra Antonio Migliorato - ha determinato la necessità di un'integrazione degli elaborati senza la quale non si può esprimere parere positivo». In attesa che la Provincia provveda alla consegna di tali integrazioni, resta immobile anche l'iter per il parere sull'impatto ambientale dell'opera in quanto vincolato all'approvazione del progetto da parte del Dipartimento di ambiente e territorio. Come ci ha illustrato Salvatore Lambiase, dirigente dell'Ufficio regionale di compatibilità ambientale: «La pratica è in corso d'istruttoria e non la possiamo chiudere senza la documentazione richiesta e senza aver precedentemente acquisito il parere vincolante del Dipartimento ambientale». Difficile comprendere le ragioni che in questi ultimo dieci mesi hanno portato ai ritardi nelle procedure e quanto bisognerà attendere per la consegna delle integrazione da parte della Provincia, nonostante le numerose telefonate non è stato possibile parlare con l'assessore provinciale ai Trasporti, Pasquale Robortella. Mentre le pratiche si arenano negli uffici, i cittadini di Castelsaraceno continuano da anni ad attendere una risoluzione definitiva del problema viabilità. L'arteria, in parte esistente, dovrebbe collegare il piccolo centro montano con il tratto già percorribile della Racanello che conduce alla SS598. A creare problemi il tratto interpoderale, facente parte del territorio di San Chirico Raparo, che allo stato attuale si presenta stretto, pieno di buche e con possibilità di transito solo per i locali. Preoccupanti anche le condizioni di quello esistente che necessita di continua manutenzione e in alcuni tratti si presenta priva di alcuna segnaletica orizzontale e verticale. In attesa che si concluda la fase di progettazione e la realizzazione della strada, le attività economiche presenti in loco lamentano numerosi disagi per i rifornimenti e per le loro attività di vendita. - Francesca Gresia (Il Quotidiano della Basilicata)

30 Gennaio 2007 - Castelsaraceno La nota del sindaco Muscolino Caso Costantino, l'incredulità di un intero paese - Castelsaraceno ­ Tra l'incredulità di un paese, emergono le cause che hanno portato all'arresto di Andrea Costantino, cancelliere responsabile dell'ufficio corpi di reato del Tribunale di Lagonegro ed assessore in carica ai Servizi sociali e culturali del comune di Castelsaraceno. «Porto abusivo di pistola con matricola abrasa e detenzione ai fini di spaccio di stupefacente» questo quanto dichiarato nel comunicato stampa dal Comando provinciale del carabinieri di Potenza. Secondo la ricostruzione ufficiale «nella notte tra sabato e domenica scorsa i Carabinieri della compagnia di Lagonegro, coordinati dal capitano Roberto Di Costanzo, impegnati in un servizio di osservazione, hanno visto il Costantino aggirarsi in località Calda di Lagonegro e prelevare un pacchetto da una siepe. Immediatamente bloccato dall'autorità, l'arrestato è stato trovato in possesso di una pistola cal. 25 con matricola abrasa, occultata in una tasca del giubbino, di un'altra pistola berretta cal. 7,65, 6 cartucce dello stesso calibro e circa 35 grammi di eroina, tutto celato all'interno del veicolo. Le ricerche sono state estese all'abitazione di Castelsaraceno e ad un casolare di campagna, in località Bettina dello stesso comune, dove sono stati rinvenuti un "fucile illecitamente detenuto, numerose munizioni di vario calibro, 2 grammi circa di cocaina e materiale vario atto al taglio ed al confezionamento dello stupefacente». Non ancora accertata la provenienza delle armi e dello stupefacente ma i Carabinieri non escludono «potessero essere oggetto di precedente sequestro penale e quindi illecitamente prelevato dall'ufficio corpi di reato del tribunale, luogo a cui l'uomo aveva facilmente accesso per ragioni legate al suo ufficio». Mentre l'arrestato resta associato alla casa circondariale di Sala Consilina, il paese si presenta attonito di fronte all'accaduto. Da tutti descritta come una persona tranquilla e meritevole di rispetto, nessuno riesce a spiegarsi cosa stia succedendo, mentre si moltiplicano gli interrogativi senza risposta. L'amministrazione comunale, nella persona del sindaco Domenico Muscolino, ha così commentato: «Apprendo con stupore e amarezza del provvedimento di restrizione della libertà personale emesso nei confronti del dottor Costantino rinnovando al pari, piena fiducia all'azione della magistratura, con l'auspicio che in tempi rapidissimi si faccia chiarezza intorno a un episodio tanto triste quanto grave, che lascia interdetta l'intera comunità castellana, attonita perché consapevole del dinamismo, della capacità nonché dell'integerrima dirittura manifestata dall'assessore nell'esercizio delle funzioni amministrative". - Francesca Gresia (Il Quotidiano della Basilicata)

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