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IL
DIALETTO CASTELLANO …
A TORINO
Incontro con Valerio Cascini
Con una cornice
di pubblico dalle grandi occasioni, nell’Auditorium Comunale
di Castelsaraceno, si č tenuta una manifestazione culturale
dai toni semplici ma intensi per emozioni e
compartecipazioni spontanee di piccoli e grandi, come si
conviene ad un evento organizzato dal “Paese”, e
dall’Istituto Comprensivo diretto dal prof. Prospero
Cascini. Apre la manifestazione
l’Avvocato Andrea Costantino,
Assessore alla Cultura dell’Amministrazione Comunale di
Castelsaraceno. Egli, presentando la tribuna dei
partecipanti, fa gli auguri di buon lavoro a tutti ed
esprime gratitudine all’avvocato Valerio Cascini, per
l’impegno, la difesa e la diffusione del vernacolo in genere
e del dialetto castellano in particolare. Prende poi la
parola
il Dirigente Scolastico
che, compiaciuto
della presenza dell’autore, gli rivolge apprezzamenti e
ringraziamenti. Altrettanto fa nei confronti del maestro
Amedeo Megale, anch’egli presente alla manifestazione, quale
primo testimone dell’alfabetizzazione dei due Cascini,
Valerio e Prospero. Averli avviati nella nobile arte della
scrittura e della lettura costituisce un legittimo orgoglio
ed una provata efficacia della metodologia e della didattica
applicata. Prende la parola la signora
Antonietta Santo,
professoressa di lettere nella scuola secondaria di primo
grado, che cura le attivitą formative riguardanti il
dialetto. Il laboratorio di scrittura creativa č un’attivitą
curriculare regolarmente programmata nel Piano di Offerta
Formativa (POF). Odori, sapori e schegge popolari sono
appannaggio degli insegnanti della scuola primaria. Il
vocabolario popolare curato e ideato dalla prof.ssa Teresa
Armenti durante il suo servizio di docente nella stessa
scuola fino al pensionamento avvenuto il 2004, sarą
proseguito di concerto dai diversi Ordini di Scuola
dell’Istituto Comprensivo castellano. Il dialetto - ha
concluso la prof.ssa Santo –
č servito da
sempre a sottolineare l’identitą della cultura locale.
La prof.ssa Armenti,
che č l’esperta del dialetto, intervenendo con la consueta
competenza, rivolge un saluto al Dirigente Scolastico ed
all’Assessore alla Cultura e dello Sport della Provincia di
Potenza, sig. Raffaele Soave, per il cui tramite, nel 2002,
fu possibile un viaggio di istruzione in Piemonte,
precisamente a Coazze. La prof.ssa, nel riconoscere
l’importanza del dialetto dal punto di vista formativo, fa
riferimento alla geografia delle lingue e ricorda il
corregionale Albino Pierro della vicina Tursi che,
attraverso il dialetto, č salito agli onori delle cronache
ed č famoso in tutto il mondo per la freschezza e
l’immediatezza dei suoi versi. La Basilicata conta 5 zone
dialettali, che rappresentano un ponte tra il sardo e il
rumeno. Il dialetto codificato assume una dignitą
linguistica fatta di tutti gli ingredienti: sillabe,
accenti, fonemi, grafemi, dittonghi, con norme relative al
lessico, all’ortografia, alla punteggiatura, alla morfologia
ed alla sintassi. Riferendosi all’autore Valerio Cascini,
ella sostiene che il poeta sa caricare ogni singola parola
di un valore espressivo, che la rende unica e
insostituibile, talmente unica che, se proviamo a
sostituirla con un sinonimo, perde ogni valore e fa perdere
significato e ritmo all’intero testo. Nel dialetto
castellano, la studiosa ha rinvenuto influssi greci,
bizantini, romani, arabi, francesi, spagnoli e regionalismi
a cui siamo stati assoggettati nel tempo. La prof.ssa
Armenti conclude, invitando l’autore a pubblicare la
raccolta delle sue poesie, originali per forma e contenuto.
Segue la lettura delle seguenti poesie da parte degli alunni
della primaria e secondaria di primo grado:
“’A
neve”, “Austu”,
“Maggiu”,
“’A
strazzata”,
“Nu
trozzulu e doi’ cocul’”,
“’A
chizzola”,
“’U
faastone”,
“Le
cannedde”,
“E’
Natale”, “Carnuvaru”,
“Quaremma”,
“fera
ru ciucciu”,
“pilegna”,
“sbanzola”.
Interviene
il Consigliere Provinciale Raffaele Soave,
che ricorda i trascorsi di convittore a Lagonegro con una
nutrita colonia di studenti di Castelsaraceno, ringrazia per
l’invito ed esprime compiacimento per l’iniziativa
intrapresa dalla Redazione “Il
Paese”, in
solido con l’Istituto Comprensivo e con l’Associazione
Culturale “Il
Maggio”.
Nel concludere il suo intervento, suggerisce incontri
periodici con le comunitą di Policoro, Ternate, Torino e in
ogni dove sono presenti grossi nuclei di Castelsaraceno.
L’insegnante Amedeo Megale
prende la parola, declamando l’importanza del dialetto come
apripista della lingua italiana; dą lettura di una nota
ricevuta dall’allievo Valerio Cascini, pregna di
riconoscenza per gli insegnamenti ricevuti. Amedeo, che vive
a Salerno, dove ha operato per anni come stimato docente,
rimarca l’interesse per le attivitą culturali a
Castelsaraceno e si augura che l’attenzione si allarghi a
livello provinciale, regionale e nazionale per la conoscenza
del territorio, bellissimo per paesaggio, salubritą,
gradevolezza dell’ambiente, in generale.
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